Menopausa, un cambiamento del corpo e della mente

La menopausa costituisce un momento nella vita delle donne in cui non cambiano solo il corpo, la mente e il ruolo sociale, ma si trasforma il concetto di benessere e il significato che ognuna attribuisce ad esso. E’ importante stimolare nella donna la consapevolezza di questa fase di transizione e far sì che venga associata ad un momento positivo di crescita personale.

La menopausa è un processo fisiologico definito come “permanente cessazione del ciclo mestruale dovuta all’esaurimento dell’attività ovarica” (Paoletti & Wenger, 2003, pag. 1337) e si considera avvenuta dopo un anno di assenza di cicli mestruali. Questo periodo è vissuto dalle donne non solo come processo biologico ma anche come “un’età della vita” caratterizzata da importanti mutamenti nel ruolo sociale e familiare.

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EMDR: cosa avviene in seduta. Le 8 fasi dell’intervento

Immaginate di volervi lasciare alle spalle un evento traumatico. Il terapeuta chiede di richiamare alla mente l’immagine peggiore del ricordo traumatico, mentre muove rapidamente le sue dita avanti e indietro davanti ai vostri occhi.

Un evento traumatico, secondo la classificazione del DSM-IV-TR, prevede che vi sia stata un’esperienza personale di impotenza e vulnerabilità di fronte a un evento minaccioso (soggettivo o oggettivo) che ha messo a rischio l’integrità fisica e/o il senso di sicurezza psicologica.

movimenti oculari, spesso caratteristici del trattamento, sono dei “facilitatori” dell’elaborazione dell’esperienza traumatica, ma rappresentano solo un aspetto di una procedura ben più complessa.

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… mangio troppo! #overweight

Quasi un terzo della popolazione adulta italiana è in sovrappeso e le cure, efficaci all’inizio, non perdurano nel tempo: come mai?  In Europa, nel 2016, per una porzione che va tra il 15% e il 30%, la popolazione veniva identificata come obesa, con una percentuale particolarmente elevata in Paesi come la Gran Bretagna, la Repubblica Ceca e l’Ungheria. Nel 2012 in Italia oltre il 31% delle donne in età adulta era in sovrappeso e il 25% presentava una vera e propria obesità. Si parla di sovrappeso quando l’Indice di massa corporea (IMC) dell’individuo, valutato in base al peso in funzione dell’altezza, è tra 25 e 30, mentre si definisce “obeso” chi ha un IMC che supera il valore di 30. Gli interventi volti a ridurre il sovrappeso e l’obesità includono sia trattamenti chirurgici, come l’inserimento di bypass gastrici, gastrectomie e bendaggio gastrico, sia terapie psicologiche come la cognitivo-comportamentale, affiancata dall’educazione alimentare e dall’incremento dell’attività fisica. Entrambi i tipi di trattamenti, anche combinati, risultano efficaci nel breve termine, ma purtroppo i risultati ottenuti, in termini di diminuzione di peso e modificazioni dello stile alimentare, non perdurano nel tempo. I motivi che spiegano la scarsa stabilità dei risultati iniziali sono poco chiari. Uno dei fattori che sicuramente gioca un ruolo è rappresentato dalla difficoltà dei pazienti a stabilizzare il nuovo regime alimentare, senza ricadere nei soliti circoli viziosi. È ragionevole ipotizzare che nell’individuo obeso o sovrappeso vi siano dei meccanismi di disfunzionali consolidati nel tempo e che questi in qualche modo interferiscano con il consolidamento dei nuovi apprendimenti.

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Attacchi di Panico – Intervista di Barbara Prampolini, Presidente PIP (Pronto Intervento Panico)

Dott.ssa, lei è una Psicoterapeuta cognitivo-comportamentale, puo’ spiegarci di cosa si tratta?

panicoLa Psicologia, si occupa dei problemi emotivi e della percezione di sé e del mondo ormai da più di 100 anni e ancora prima se ne occupavano i filosofi. Possiamo dire che un approccio teorico efficace alla gestione dei problemi emotivi – in generale quindi alle psicopatologie – coincide con la comparsa e la diffusione, nel mondo della psicologia, del modello cognitivo comportamentale (Cognitive Behavioral Therapy CBT), negli anni Sessanta.

Tale modello postula una complessa relazione tra emozioni, pensieri e comportamenti, sottolineando come molti dei nostri problemi (che possiamo definire disfunzionalità emotive) siano influenzati da ciò che facciamo e ciò che pensiamo nel presente, qui ed ora.

Questo vuol dire che agendo attivamente ed energicamente sui nostri pensieri e sui nostri comportamenti attuali, possiamo liberarci da molti dei problemi che ci affliggono da tempo e che certamente abbiamo costruito nel tempo. Mi preme quindi sottolineare, che la CBT non è indifferente al passato e alla narrazione del paziente, sono piuttosto le tecniche che agiscono sul qui e ora. Continua a leggere

Panico, Ansia, come guarire?

Aiutati che il Ciel ti aiuta…

Leggo l’articolo su RIZA perchè me ne parlano e sono incuriosita dai contenuti, mi viene in mente che, con tutta la buona volontà, la competenza e la fatica, tanti miei pazienti affetti da Disturbi d’Ansia, sono arrivati nel mio studio soffrendo da anni di questa sintomatologia così profonda e molto spesso invalidante. Credo che molti potrebbero, nella migliore delle ipotesi, offendersi, o peggio, pensare di essere un caso senza speranza… e pensare: “quindi io non guarirò mai…” dopo aver letto l’editoriale di novembre di Riza Psicosomatica. Non è così. Dal Panico si esce, la “paura della paura” è affrontabile e da questa malattia, come da altre malattie, si guarisce. Continua a leggere

Veronica Pivetti. Ho smesso di piangere. La mia odissea per uscire dalla depressione.

Autentico coraggio, disinvoltura di un’attrice certo. Il coraggio di una donna che racconta, con un sorriso che a guardarlo bene ha ancora qualche traccia di malinconia, la sua depressione. Un’intervista condita da una gradevole ironia, quella di ieri sera alle Invasioni Barbariche con Veronica Pivetti. Il libro.

Racconta la sua storia, la sua narrazione è catartica, come se fosse liberatoria e non nasconde un po’ di rancore e di interrogazione verso le terapie che hanno fallito e che in parte, dice lei, hanno causato la depressione. Ancora non capisce perchè uno specialista davanti al suo dolore, alle sue lacrime, alla sua disperazione perchè nulla attorno a lei sembrava avesse senso e/o fosse piacevole, le dice: “perchè non pensa ad esempio alla sua vagina?”. Sfugge anche a me questo passaggio, certo bisogna pensare a contestualizzare l’intervento, ma detta così… pare bizzarra come risposta e penso  che non possa avere alcuna funzione terapeutica. Ma forse siamo noi cognitivisti che non abbiamo questo repertorio e strumenti/tecniche. Continua a leggere

Il disturbo narcisistico gode di ottima salute

Di fatto in terapia difficilmente incontriamo uomini che chiedono di “guarire” dal disturbo Narcisistico di personalità. Ciò che accade è che lo chiedano a gran voce le mogli, le compagne perchè stremata da tanta “superbia”, spesso dalla scarsa capacità di amare e dalla “pesantezza” di chi è convinto di essere sempre meglio di chiunque. Può accadere, come si legge più sotto, che il Narcisista venga in terapia perchè soffre di un disturbo d’ansia o dell’umore, egli però difficilmente riconosce l’essere narcisista come un problema, e mi pare che sia di facile comprensione anche per i non addetti ai lavori. Ho visto proprio ieri sera una bella intervista di  Lilli Gruber a Vittorino Andreoli che con la sua splendida aria da saggio esprimeva parole di grande profondità su questo argomento, lasciando trapelare un forte disgusto in alcuni casi in merito certo, non alla patologia e al narcisismo ma piuttosto a quanto questa patologia o anche solo il tratto non patologico, unitamente alla fame di potere che lacera il nostro mondo, possa essere il male della nostra società. Come si legge dall’intervista al collega Di Maggio, il disturbo narcisistico di personalità non verrà tolto dal DSM nella nuova e attesa edizione, non riusciranno a farci credere addirittura che certi comportamenti siano normali o anche – cosa che tentano di fare ora – che se non lo fai se anche un po’ sciocco. Continua a leggere