Lo zen «modifica» il cervello e fa sopportare il dolore.

La meditazione, producendo un ispessimento della corteccia cerebrale, aiuta a non sentire il dolore

da Corriere della sera – salute.

La meditazione, producendo un ispessimento della corteccia cerebrale, aiuta a non sentire il dolore

(Contrasto)

MILANO – La meditazione zen cambia la struttura della corteccia cerebrale, al punto da rendere chi la pratica meno sensibile al dolore. È il risultato di uno studio pubblicato su Emotion , una delle riviste dell’American Psychological Association. A condurre gli esperimenti, un gruppo di ricercatori dell’Università di Montreal guidato dal dottorando Joshua A. Grant. Il team ha valutato la sensibilità al dolore causato da una sorgente di calore in 17 cultori dell’antica pratica orientale e 18 persone che non l’avevano mai praticata. Il passo successivo è stata l’analisi della struttura del cervello dei due gruppi con la risonanza magnetica. Oltre a una maggiore capacità di sopportazione in quanti praticavano la meditazione, «abbiamo scoperto una relazione tra lo spessore di alcune aree della corteccia cerebrale e la sensibilità al dolore. Chi si dedicava a questa pratica, in particolare, aveva un maggiore spessore nella corteccia cingolata anteriore dorsale e nella corteccia somatosensoriale secondaria», ha illustrato Grant, che già in un precedente studio aveva analizzato la capacità di sopportare il dolore di adepti zen con più di mille ore di pratica. Era emerso che, mediamente, tolleravano una temperatura di 53 gradi Celsius sulla pelle, con una riduzione della sensibilità del 18 per cento rispetto alla popolazione generale. Continua a leggere

Morgan e San Remo… Non se ne può più.

morganSono certa che Morgan non sia il solo cantante che fa uso di cocaina e sono certa che non sia il solo che ha detto di usarla a un giornalista. Mi domando come mai tutto questo sia accaduto a pochi giorni dall’apertura del Festival di San Remo.

E dunque non se ne può più nemmeno di queste ipocrisie e falsi scoop. Che fastidio e anche un po’ di noia! Non solo perché non credo alle coincidenze e non credo che a Morgan manchino consulenti e professionisti che possano – semmai lui fosse distratto – indicargli cosa e come dire di sé a un giornalista… Fastidio soprattutto che si s-parli di Depressione in questo “malo modo”.

L’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità), riferisce che il “male di vivere” si appresta a diventare una delle malattie più pericolose del ventunesimo secolo. La depressione infatti fa oltre 150 milioni di “vittime” al mondo e, dal quarto posto attuale, passerà al secondo nel 2020 tra le malattie che provocano maggiore disabilità e giorni persi di lavoro. Più del diabete, dell’ipertensione, dell’artrite. Ora stiamo parlando di Depressione. Continua a leggere

Delusi per noi o per gli altri con il neurone del rimpianto

NEUROECONOMIA

Uno studio ha fotografato il cervello quando proviamo questa sensazione: sia da protagonisti che da spettatori si attivano le stesse regioni cerebrali – da Repubblica Scienze

<b>Delusi per noi o per gli altri<br/>con il neurone del rimpianto</b>

QUELLA sensazione, fatta di delusione, frustrazione, impotenza, che ci assale dopo aver sfiorato un successo e che non ci fa smettere di pensare che sarebbe potuta andare diversamente – in una parola, il rimpianto – talvolta la proviamo anche quando assistiamo da spettatori alle disavventure e ai mancati successi altrui. E’ la ragione che avrebbe portato al successo tante trasmissioni televisive, i quiz che da ‘Lascia o raddoppia’ fino al ‘Milionario’, hanno incollato allo schermo intere generazioni di telespettatori, coinvolti nelle domande e risposte come se i concorrenti fossero proprio loro, e non quelli presenti negli studi televisivi. “Se ciò accade non è perché siamo interessati al destino di qualche sconosciuto, ma perché gli spettatori si rispecchiano in quelle emozioni come fossero le loro”, dice Matteo Motterlini, ordinario di Filosofia e coautore di uno studio multidisciplinare e tutto italiano che cerca di capire cosa accade nel cervello quando si prova la sensazione del rimpianto.

Se la comprensione del perché arriviamo talvolta a identificarci nelle emozioni altrui è ancora lontana, un contributo importante alla causa potrebbe darlo proprio questo studio: fotografando letteralmente il cervello quando si apprende l’esito di alcuni eventi, gli autori avrebbero notato come esso si comporti alla stessa maniera anche quando siamo semplici spettatori di vicende altrui. Continua a leggere

INFLUENZA E PANDEMIA TRA ALLARMISMO E PAURE: FACCIAMO CHIAREZZA

di Fabrizio Pregliasco*
LA SITUAZIONE ATTUALE
20090428_influenza-suinaIl virus A/H1N1 dallo scorso mese di aprile si è diffuso in tutto il mondo, originato da una ricombinazione di virus umani ed animali in un suino, per le sue caratteristiche di novità può contagiare tutti i soggetti perché non c’è una protezione data dalle influenze subite nel passato come nel caso dell’influenza stagionale che colpisce solo i 5 – 10 % della popolazione ogni anno. Quello che si teme è la possibilità che colpisca il triplo o quadruplo dei soggetti arrivando a determinare effetti indotti imponenti.
Da ricordare che per questo tipo di influenza non ci sono rischi di contagio da suino perché questo animale è stato solo “l’incubatore” di questo virus che è diventato subito a diffusione interumana attraverso le goccioline respiratorie emesse dal soggetto infetto. Goccioline che possono essere respirate o comunque assorbite in modo indiretto tramite veicoli, in particolare le mani su cui si possono depositare.
Quanto evidenziato sino ad ora ci fa ritenere che la malattia sia benigna a livello del singolo soggetto, causa solo  ualche giorno di febbre e poi guarisce senza danni. Anche se bisogna ricordare che qualche decesso e ospedalizzazioni questa malattia, come anche l’influenza stagionale può determinarli.
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