… mangio troppo! #overweight

Quasi un terzo della popolazione adulta italiana è in sovrappeso e le cure, efficaci all’inizio, non perdurano nel tempo: come mai?  In Europa, nel 2016, per una porzione che va tra il 15% e il 30%, la popolazione veniva identificata come obesa, con una percentuale particolarmente elevata in Paesi come la Gran Bretagna, la Repubblica Ceca e l’Ungheria. Nel 2012 in Italia oltre il 31% delle donne in età adulta era in sovrappeso e il 25% presentava una vera e propria obesità. Si parla di sovrappeso quando l’Indice di massa corporea (IMC) dell’individuo, valutato in base al peso in funzione dell’altezza, è tra 25 e 30, mentre si definisce “obeso” chi ha un IMC che supera il valore di 30. Gli interventi volti a ridurre il sovrappeso e l’obesità includono sia trattamenti chirurgici, come l’inserimento di bypass gastrici, gastrectomie e bendaggio gastrico, sia terapie psicologiche come la cognitivo-comportamentale, affiancata dall’educazione alimentare e dall’incremento dell’attività fisica. Entrambi i tipi di trattamenti, anche combinati, risultano efficaci nel breve termine, ma purtroppo i risultati ottenuti, in termini di diminuzione di peso e modificazioni dello stile alimentare, non perdurano nel tempo. I motivi che spiegano la scarsa stabilità dei risultati iniziali sono poco chiari. Uno dei fattori che sicuramente gioca un ruolo è rappresentato dalla difficoltà dei pazienti a stabilizzare il nuovo regime alimentare, senza ricadere nei soliti circoli viziosi. È ragionevole ipotizzare che nell’individuo obeso o sovrappeso vi siano dei meccanismi di disfunzionali consolidati nel tempo e che questi in qualche modo interferiscano con il consolidamento dei nuovi apprendimenti.

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Elaborare il lutto per la perdita di un animale

Anche se vorremmo che rimanessero sempre con noi, succede che i nostri animali ci lascino. Superare la loro perdita non è per niente facile, questa bellissima leggenda è dedicata a tutte quelle persone che stanno affrontando questo momento delicato. I nostri amici a quattro zampe sono parte integrante della famiglia, con loro condividiamo la quotidianità, stringendo un legame indissolubile.

È per questo che quando ci lasciano, viviamo un vero e proprio lutto da elaborare nel tempo. Ognuno esprime le emozioni come meglio crede, ma questa leggenda forse può essere un aiuto per chi è in questa fase dolorosa.

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“Possiamo comprare tutto, non l’amore”

La lezione di Bauman sulle relazioni moderne Schiavi del sistema, viviamo nella mera illusione di poterlo padroneggiare. Instabili economicamente, lavorativamente, emotivamente, viviamo nella perenne incertezza.

L’articolo di Frammenti Rivista Di Clarissa Valia 11 Nov. 2018 

L’esistenzialismo heideggeriano si ripresenta incessantemente ad ogni fallimento, mentre tentiamo di racimolare l’amor proprio, l’autoconsapevolezza e l’autoconservazione al fine di prevaricare gli ostacoli della vita, per proseguire lungo il cammino. amore liquido bauman

Veleggiamo su acque increspate dal caos, nel’illusione del potere, sommersi dalla disumanizzazione e dall’individualizzazione ego-sistematica. Ci crediamo imbattibili e insormontabili, siamo il centro di noi stessi, ma siamo solo tessere di un puzzle più grande di noi.

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E’ bello rivederti…

«Il piacere dei banchetti non si deve misurare dalle squisitezze delle portate, ma dalla compagnia degli amici e dai loro discorsi»: lo sosteneva Cicerone. E poi Epicuro: «Dobbiamo trovare qualcuno con cui mangiare e bere prima di cercare qualcosa da mangiare e da bere, perché mangiare da solo significa fare la vita di un leone o di un lupo». E se arriviamo più vicini ai nostri tempi, vale la pena di ricordare Banana Yoshimoto: «La tavola è come una tela dipinta che ci insegna che “oggi” è una volta sola. L’immagine dipinta svanisce alla fine della giornata, ma il suo ricordo resta scolpito nella mente delle persone che erano sedute al nostro stesso tavolo». E quel tavolo e quel ricordo e quei discorsi oltre che restare nella memoria sono una bella dose di serenità che il nostro stesso corpo produce e un antidoto a tristezza e depressione. «Il tipo di cose che facciamo intorno al tavolo con altre persone innescano il sistema delle endorfine, che fa parte del sistema di gestione del dolore del cervello», dice Robin Dunbar, docente di psicologia dell’Università di Oxford che con Oxford Economics ha condotto uno studio e prodotto un indice di buona vita, Living Well Index, che misura la percezione del sentirsi bene, a proprio agio.

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Una scuola che non boccia è una scuola marcia. Crepet, vogliamo il male di chi abbiamo messo al mondo

“Tutto quello che è comodo è stupido, scrivetelo nella camera dei vostri ragazzi. E una scuola che non boccia è una scuola marcia”. Lo psichiatra Paolo Crepet parla dei danni che gli adulti e la scuola fanno ai nostri ragazzi.

“Una scuola che non boccia è una scuola marcia. Un quattro in un’interrogazione è per uno studente un’esperienza mistica. E invece…”. E invece “stiamo costruendo una società in cui gli adulti vogliono il male di coloro che hanno messo al mondo. La vera trasgressione oggi è studiare, fare le cose fatte bene”. E invece? E invece “un professore universitario mi ha appena detto che i libri di più di 400 pagine non devono passare. Vuol dire che abbiamo già detto ai nostri figli che non ce la faranno mai”. Non usa mezzi termini lo psichiatra Paolo Crepet, durante la presentazione del suo ultimo libro intitolato “Il coraggio”, edito da Mondadori, per descrivere la gravissima situazione in cui versano le più giovani generazioni.  Continua a leggere

Siria e altre storie… In ogni bambino vedo mio figlio #everychildismychild

#everychildismychild

Il mondo per loro non è il mondo che abbiamo ricevuto noi. Noi potevamo correre in strada, giocare in strada, andare in bici, cadere e piangere perchè eravamo caduti dalla bicicletta dagli alberi. Noi potevamo esplorare, potevamo segnare per strada “la settimana” con i gessetti e giocare all’elastico. Ci vestivamo con abiti trovati nei bauli di qualche mamma e andavamo a caccia di lucertole, raccoglievamo rane, rospi e aspettavamo che i girini diventassero ranine.
Ora invece cosa lasceremo a loro? Un mondo finto, dove le emozioni non si possono vivere e dove cadere e sbucciarsi le ginocchia non si può fare. Schermi pieni di immagini e di guerre per cui quelle vere sembrano un altro gioco, dove anche gli adulti sembra che stiano giocando alla guerra e non si rendano conto che muoiono civili, muoiono bambini, quei bambini muoiono davvero. Ma come fanno a non vedere in quei bambini i loro figli? Quei bambini che rantolano respirando un gas, altri che schiacciati dalle macerie piangono perchè sono soli nel buio. Poi quelli che, senza la guerra, muoiono di fame o di sete perchè noi siamo ingordi di tutto. Oppure bambine vendute al miglior offerente e bambini costretti a lavorare spostando pietre e raccogliendo immondizia. Continua a leggere

Attacchi di Panico – Intervista di Barbara Prampolini, Presidente PIP (Pronto Intervento Panico)

Dott.ssa, lei è una Psicoterapeuta cognitivo-comportamentale, puo’ spiegarci di cosa si tratta?

panicoLa Psicologia, si occupa dei problemi emotivi e della percezione di sé e del mondo ormai da più di 100 anni e ancora prima se ne occupavano i filosofi. Possiamo dire che un approccio teorico efficace alla gestione dei problemi emotivi – in generale quindi alle psicopatologie – coincide con la comparsa e la diffusione, nel mondo della psicologia, del modello cognitivo comportamentale (Cognitive Behavioral Therapy CBT), negli anni Sessanta.

Tale modello postula una complessa relazione tra emozioni, pensieri e comportamenti, sottolineando come molti dei nostri problemi (che possiamo definire disfunzionalità emotive) siano influenzati da ciò che facciamo e ciò che pensiamo nel presente, qui ed ora.

Questo vuol dire che agendo attivamente ed energicamente sui nostri pensieri e sui nostri comportamenti attuali, possiamo liberarci da molti dei problemi che ci affliggono da tempo e che certamente abbiamo costruito nel tempo. Mi preme quindi sottolineare, che la CBT non è indifferente al passato e alla narrazione del paziente, sono piuttosto le tecniche che agiscono sul qui e ora. Continua a leggere