Panico, Ansia, come guarire?

Aiutati che il Ciel ti aiuta…

Leggo l’articolo su RIZA perchè me ne parlano e sono incuriosita dai contenuti, mi viene in mente che, con tutta la buona volontà, la competenza e la fatica, tanti miei pazienti affetti da Disturbi d’Ansia, sono arrivati nel mio studio soffrendo da anni di questa sintomatologia così profonda e molto spesso invalidante. Credo che molti potrebbero, nella migliore delle ipotesi, offendersi, o peggio, pensare di essere un caso senza speranza… e pensare: “quindi io non guarirò mai…” dopo aver letto l’editoriale di novembre di Riza Psicosomatica. Non è così. Dal Panico si esce, la “paura della paura” è affrontabile e da questa malattia, come da altre malattie, si guarisce. Continua a leggere

…altro è parlar di morte

Il 21 settembre 2009 è morta – come amava descriverla- la “consapevolezza del suo esistere”.  Lui resta con noi nel ricordo dei suoi insegnamenti, come un grande maestro, un grande saggio. Non ho avuto la fortuna di conoscerlo personalmente, alcuni dei colleghi della scuola di Specializzazione di Verona ricordo che andavano in Terapia da lui a Roma e riportavano grandi emozioni da questi incontri. Non ricordo nemmeno di averlo mai incontrato ai Congressi SITCC, pare che non amasse molto questi momenti di grande caos. Così apprendo la notizia e mi rattristo perchè la sua presenza negli insegnamenti attraverso i suoi libri e attraverso i suoi allievi ora didatti SITCC, era ed è intensa, ed era come se fosse stato lui presente alle lezioni. Sicchè mi permetto con discrezione e sottovoce di farti un saluto e di ringraziarti per il contributo che anche a me è arrivato, sebbene a distanza, della tua grande saggezza, conoscenza scientifica e umanità.

di Cesare De Silvestri

Oggi vorrei parlarvi di un argomento che sembra far paura a moltissima gente. Già, proprio quello. Perché, vedete, si tratta di un problema che i vostri pazienti vi potranno presentare; e nemmeno tanto di rado, specialmente se vorrete occuparvi di situazioni estreme della sofferenza umana. A differenza, però, di altri problemi che auspicabilmente non vi riguarderanno personalmente, con questo prima o poi dovrete fare i conti anche voi.

…altro è morire

E allora vale la pena di pensarci prima per non arrivare impreparati ad affrontarlo. Non che io abbia trovato la formula magica per superarlo. Posso offrire, però, alcune riflessioni che mi sembrano abbastanza utili allo scopo.

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Albert Ellis

Albert Ellis – the controversial psychologist who revolutionized the field of psychology when he created Rational Emotive Therapy in 1955


Ricevo e, con discrezione, pubblico.

 

Albert Ellis

Il 24 luglio 2007 è deceduto Albert Ellis, all’età di 93 anni. Fino all’ultimo Ellis ha ricoperto la carica di presidente emerito dell’Albert Ellis Institute di New York e fino al 2003, quando le sue condizioni di salute sono peggiorate ha avuto, una vita molto produttiva come psicoterapeuta, come docente e come scrittore. Per i suoi importanti contributi Ellis può essere considerato uno dei principali ispiratori di quella prassi psicoterapeutica nota come terapia cognitivo-comportamentale, che attualmente è la più diffusa forma di psicoterapia in molti paesi.
Albert Ellis nacque a Pittsburgh, negli Stati Uniti, il 13 Settembre 1913. Accanito lettore fin dall’infanzia, questa sua passione si accentuò nel periodo adolescenziale quando cominciò ad accostarsi alla filosofia. Egli si interessò soprattutto della filosofia della felicità umana, divenendo un profondo conoscitore di Epicuro, Epitteto, Marco Aurelio, Spinoza, Kant, Emerson, Thoreau e Russel. ……
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Se qualcosa può andar male, lo farà!… e nel peggiore dei momenti…

“Se qualcosa può andar male, lo farà”, recita disincantata la legge di Murphy.
Ma se il popolo dei pessimisti ha da sempre dalla sua parte una folta letteratura fatta di pagine di autori infelici e citazioni di cinica saggezza popolare, oggi gli scienziati avvertono: “Aspettarsi sempre il peggio dalle situazioni non serve a preservarci dalla delusione, neanche quando i fatti confermano le previsioni nefaste”. A rivelarlo è uno studio di un gruppo di psicologi americani pubblicato sulla rivista Nature.
“E’ meglio essere ottimisti e avere torto piuttosto che pessimisti e avere ragione”. Lo diceva Albert Einstein, e la ricerca non fa che confermarlo. Gli scienziati hanno sottoposto 80 studenti a due sessioni di esami: la prima facile per tutti, la seconda più complicata per qualcuno e più semplice per altri. Così hanno dimostrato che “gli studenti convinti di aver sbagliato la seconda prova erano psicologicamente in uno stato di preoccupazione e prostrazione, nonostante avessero la consapevolezza di aver affrontato un test più complesso di cui non conoscevano ancora l’esito finale”. Continua a leggere