Il Minesota study di Keys: implicazioni per la comprensione e il trattamento della psicopatologia dei disturbi dell’aimentazione.

di Riccardo Dalle Grave –  Aidap Verona

La classificazione DSM-IV dei disturbi dell’alimentazione include tre categorie diagnostiche principali: anoressia nervosa, bulimia nervosa e disturbi dell’alimentazione non altrimenti specificati (NOS) (American Psychiatric Association 1994). Il sottopeso è un criterio diagnostico chiave dell’anoressia nervosa ma può essere presente in un sottogruppo di persone con disturbi dell’alimentazione NOS es. quelle che soddisfano tutti i criteri dell’anoressia nervosa ad eccezione del criterio amenorrea (Dalle Grave et al. 2008b) oppure che non riportano un’eccessiva valutazione del peso e della forma del corpo (Dalle Grave et al. 2008c). La marcata perdita di peso e la restrizione dietetica calorica, cioè un persistente introito calorico inferiore al dispendio energetico, persistente può anche essere presente in persone con disturbi dell’alimentazione non sottopeso con bulimia nervosa o disturbo dell’alimentazione NOS e una storia personale di obesità (Dalle Grave et al., 2011). Continua a leggere

Isabelle Caro, simbolo campagna shock di Toscani

E’ morta in dicembre, a soli 28 anni, la modella e attrice francese Isabelle Caro, malata gravemente di Anoressia, famosa per aver posato nuda in uno spot anti-anoressia di Oliviero Toscani .
L’immagine della Caro, che pesava solo 31 chili per 1 metro e 65, nelle foto di Toscani aveva fatto molto discutere in quanto ritenuta troppo esplicita e scioccante, tanto che il giurì per la pubblicità aveva vietato la campagna. In realtà scioccante è la malattia, crudele e feroce è l’anoressia perchè può portare alla morte. Fortunatamente i casi estremi, così gravi che hanno questo epilogo sono una minoranza. Sono molti invece i casi di ragazze/ donne con disturbi alimentari che possono trovare la guarigione. Continua a leggere

Disturbi alimentari… innanzitutto la PREVENZIONE.

Uno dei fattori di rischio considerati fra i più potenti…Non facciamci ingannare:
.: video: immagini pubblicitarie DISTORTE20040902-disturbi
documentazione scaricabile dal sito:
.: Intervista su Eco Radio
.: Ecoradio Interventi di prevenzione promossi dal Governo

COME AIUTARE UNA PERSONA CON DISTURBO DELL’ALIMENTAZIONE A INIZIARE UNA CURA: consigli per famigliari e amici

I disturbi dell’alimentazione sono spesso caratterizzati dalla natura egosintonica dei sintomi; in altre parole le persone che ne sono colpite non pensano di essere malate e anzi, spesso, trovano nella magrezza e nel controllo dell’alimentazione una pseudosoluzione ad alcuni loro importanti problemi individuali ed interpersonali. Ciò li porta a rifiutare ostinatamente di recarsi da uno specialista per essere valutati ed eventualmente curati. Purtroppo, alcune ricerche hanno evidenziato in modo inequivocabile che più tardi si inizia un trattamento, minori sono le possibilità di guarigione. Continua a leggere

E’ utile mantenere i criteri amenorrea e paura di ingrassare nella diagnosi di Anoressia Nervosa?

Simona Calugi, AIDAP Firenze

Introduzione
L’annuncio della prossima uscita del DSM-V prevista nel 2012 e l’opportunità di migliorare la classificazione diagnostica, hanno aperto un importante dibattito scientifico sull’utilità di mantenere la paura di ingrassare e l’amenorrea nei criteri diagnostici dell’anoressia nervosa (AN). Il criterio diagnostico paura di ingrassare, considerato da molti un elemento chiave della psicopatologia specifica dei disturbi dell’alimentazione (DA) (Habermass, 1996), compare nella letteratura medica nel 1930 per descrivere il razionale cognitivo della restrizione alimentare (Casper et al, 1983, Russell et al. 1985). La sua inclusione nella diagnosi di AN è considerata utile perché consente di distinguere un paziente con AN da coloro che presentano una perdita di peso secondaria ad altre patologie psichiatriche, ad esempio la depressione clinica, il delirio di veneficio e il disturbo ossessivo compulsivo (Habermass, 1996).
Recentemente alcuni autori hanno però evidenziato che l’inclusione del criterio diagnostico paura di ingrassare esclude dalla diagnosi di AN un’alta percentuale di pazienti dei Paesi non occidentali che soddisfano tutti gli altri criteri del disturbo, ma non la paura d’ingrassare. Il mantenimento di questo criterio riduce perciò la possibilità di confronti transculturali (Lee et al, 1993; Lee et al, 2001). I pazienti sottopeso con DA senza la paura d’ingrassare rappresentano comunque anche un’alta percentuale dei DA sottopeso (circa il 20%) trattati nei Paesi occidentali (Dalle Grave et al., 2008). Continua a leggere

Convegno Nazionale AIDAP – 14 NOVEMBRE 2009

CONVEGNO NAZIONALE
>> Convegno AIDAP 2009
Disturbi dell’alimentazione e obesità:
controversie diagnostiche e terapeutiche

Sabato 14 NOVEMBRE 2009

VERONA – Centro Congressi San Marco, Via Longhena 42
OSPITE D’ONORE PROF. STEPHEN WONDERLICH, UNIVERSITA’ DEL NORTH DAKOTA (USA) …::: more :::…

LA GESTIONE DELL’ATTIVITA’ FISICA NELL’OBESITA’: UN APPROCCIO DIVERSO

a cura di Francesca Zoppi e Marianna Pisano, AIDAP Verona Nel trattamento tradizionale dell’obesità al paziente viene “prescritto” di fare attività a una certa frequenza (es. cinque volte la settimana), durata (es. 30-60 minuti a seduta) e intensità (es. mantenere una frequenza cardiaca pari al 70% della frequenza cardiaca teorica massima). I medici e i sanitari che prescrivono l’attività fisica in questo modo pensano che questo sia il miglior modo per il paziente di ottenere dei benefici per la sua salute e per calare di peso. Questo non è vero per i seguenti motivi: Continua a leggere