Terapia cognitivo comportamentale migliorata per adolescenti con anoressia nervosa: esiti e predittori di cambiamento nel mondo reale

La terapia cognitivo comportamentale migliorata per i disturbi dell’alimentazione adattata per pazienti adolescenti (CBT-Ea) ha mostrato risultati promettenti in studi di coorte condotti presso centri clinici di ricerca, grazie ai quali è stata raccomandata dalle linee guida del National Institute of Clinical Excellence come valida alternativa al trattamento basato sulla famiglia (FBT).

Un recente studio italiano, appena pubblicato sull’International Journal of Eating Disorder, eseguito in un centro ambulatoriale di Verona, fornisce ulteriori evidenze sull’efficacia della CBT-E in pazienti adolescenti con anoressia nervosa trattati però nel mondo reale da psicologi-psicoterapeuti che hanno completato il CREDO Web-centered training nella CBT-E (https://credo-oxford.com/9.2.html).

Lo studio ha lo scopo di valutare gli esiti e i predittori di cambiamento in 49 adolescenti con anoressia nervosa e un percentile di Indice di Massa Corporea (IMC) corrispondente ad un IMC < 18,5 kg/m² negli adulti, trattati con 40 sedute in 40 settimane di CBT-Ea.

 

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Internet, rischi e sicurezza…

Stephanie Carruthers è una hacker buona, una white hat conosciuta come Snow, che annovera tra i suoi clienti aziende e startup di successo. Nel 2014, ha vinto la gara Social Engineering Capture the Flag, in occasione del DEF CON, uno dei congressi sull’hacking più famosi e importanti al mondo. Conduce spesso convention sul mondo dell’hackeraggio e condivide la sua esperienza con le aziende che desiderano potenziare la loro sicurezza online.

Tramite Twitter abbiamo fatto a Snow alcune domande sul lavoro che svolge e sulle dritte da seguire per essere più sicuri in rete.

Chi è un hacker “white hat” di preciso?

Un hacker white hat è un hacker etico. Nello specifico, sono un ingegnere sociale, ovvero una sorta di hacker delle persone. Una delle spiegazioni più semplici per chiarire ciò che faccio è “Mento e mi introduco nei sistemi.” Conduco diversi tipi di valutazioni, come quelle sulle campagne di phishing e le stime sulla sicurezza fisica. Svolgo il mio lavoro con l’obiettivo di mostrare ai miei clienti dove si trovano le loro vulnerabilità così che possano porvi rimedio prima che un aggressore vero e proprio le trovi.

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Una scuola che non boccia è una scuola marcia. Crepet, vogliamo il male di chi abbiamo messo al mondo

“Tutto quello che è comodo è stupido, scrivetelo nella camera dei vostri ragazzi. E una scuola che non boccia è una scuola marcia”. Lo psichiatra Paolo Crepet parla dei danni che gli adulti e la scuola fanno ai nostri ragazzi.

“Una scuola che non boccia è una scuola marcia. Un quattro in un’interrogazione è per uno studente un’esperienza mistica. E invece…”. E invece “stiamo costruendo una società in cui gli adulti vogliono il male di coloro che hanno messo al mondo. La vera trasgressione oggi è studiare, fare le cose fatte bene”. E invece? E invece “un professore universitario mi ha appena detto che i libri di più di 400 pagine non devono passare. Vuol dire che abbiamo già detto ai nostri figli che non ce la faranno mai”. Non usa mezzi termini lo psichiatra Paolo Crepet, durante la presentazione del suo ultimo libro intitolato “Il coraggio”, edito da Mondadori, per descrivere la gravissima situazione in cui versano le più giovani generazioni.  Continua a leggere

Cari giovani, non siamo in un video-gioco…

ECCO COSA ACCADE A SCAMBIARE LA VITA PER UN VIDEOGIOCO

24/04/2017  Un atto vandalico: due minibus contro la scuola. Danni per mezzo milione di euro. Come adulti ci domandiamo: ma questi ragazzi che cosa hanno nel cervello? Dobbiamo tutti, padri, madri ed educatori parlarne con i nostri figli. E insegnare loro a fare dell’esistenza qualcosa di importante. Qualcosa che costruisce e non che distrugge.

di Alberto Pellai

A Carpi tre minorenni si sono resi protagonisti di un atto vandalico di cui stanno parlando tutti i media nazionali. Come raccontano le cronache, nella notte tra giovedì e venerdì, intorno alle 4, hanno rubato cinque minibus da un deposito cittadino, ne hanno abbandonati tre e con due invece si sono lanciati contro una scuola, provocando danni che complessivamente ammontano a circa mezzo milione di euro.

Come adulti ci domandiamo: ma questi ragazzi che cosa hanno nel cervello? Che cosa pensavano di fare e di ottenere, mentre distruggevano e provocavano danni che probabilmente le loro famiglie dovranno rimborsare? “E che danni!” verrebbe da dire. Loro dovranno presentarsi davanti ad un giudice e risponderanno di una serie di reati che sul piano penale potranno portare a gravi e inevitabili conseguenze. Immagino che in questi colloqui, di fronte al tutore della legge, la frase più probabile che i tre minorenni utilizzeranno per giustificarsi sarà: “Ci scusi Giudice, ma noi non avevamo pensato che sarebbero derivate tutte queste conseguenze dalle nostre azioni. Noi volevano soltanto fare una goliardata, uno scherzo, un “piccolo sfregio” contro la scuola”. Continua a leggere