Siria e altre storie… In ogni bambino vedo mio figlio #everychildismychild

#everychildismychild

Il mondo per loro non è il mondo che abbiamo ricevuto noi. Noi potevamo correre in strada, giocare in strada, andare in bici, cadere e piangere perchè eravamo caduti dalla bicicletta dagli alberi. Noi potevamo esplorare, potevamo segnare per strada “la settimana” con i gessetti e giocare all’elastico. Ci vestivamo con abiti trovati nei bauli di qualche mamma e andavamo a caccia di lucertole, raccoglievamo rane, rospi e aspettavamo che i girini diventassero ranine.
Ora invece cosa lasceremo a loro? Un mondo finto, dove le emozioni non si possono vivere e dove cadere e sbucciarsi le ginocchia non si può fare. Schermi pieni di immagini e di guerre per cui quelle vere sembrano un altro gioco, dove anche gli adulti sembra che stiano giocando alla guerra e non si rendano conto che muoiono civili, muoiono bambini, quei bambini muoiono davvero. Ma come fanno a non vedere in quei bambini i loro figli? Quei bambini che rantolano respirando un gas, altri che schiacciati dalle macerie piangono perchè sono soli nel buio. Poi quelli che, senza la guerra, muoiono di fame o di sete perchè noi siamo ingordi di tutto. Oppure bambine vendute al miglior offerente e bambini costretti a lavorare spostando pietre e raccogliendo immondizia.
In tutti quei bambini sdraiati avvelenati, maltrattati e uccisi io vedo mio figlio.
Ha ragione la giornalista che scrive stamane “l’umanità non è morta ieri in Siria”. È morta da tempo, perchè ogni cosa che accade ha un sapore di convenienza, perchè il traffico nei nostri mari ad alcuni “conviene” sostenerlo ad alcuni “conviene” combatterlo, ma sempre “conviene”. Non so se vi sia nell’animo di qualcuno la volontà di accogliere gratuitamente quei popoli. Perfino nel nostro territorio – ricordo – il terremoto ha favorito alcuni e su questo terribile evento in molti hanno visto un vantaggio economico. Perfino i bambini nelle materne o nei nidi sono spesso solo quote/rette e i bambini maltrattati sono ignorati perchè non conviene denunciare. Non c’è solo la Siria. Sì l’umanità è morta da tempo. Basterebbe vedere in quei bambini i nostri figli, i nostri nipoti oppure anche noi più piccoli, quando cercavamo in strada l’amico e quei giochi. L’umanità è morta vicino a noi e lontano da noi. Facciamo dunque qualcosa tutti vicino a noi e cerchiamo di non rimanere impassibili davanti alle ingiustizie. Proviamo a vivere ogni giorno le nostre emozioni e i nostri sensi di colpa perchè di colpe ne abbiamo tutti, non si tratta di un videogioco. Quei bambini sono morti davvero, qualcuno sta giocando alla guerra, sempre per “convenienza”, ma in questo gioco stanno morendo troppi bambini che non hanno scelto di giocare, bambini che nemmeno sanno cosa sia il significato della parola “giocare”.

Save the Children: “Siamo oltre l’inferno”

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