Cari giovani, non siamo in un video-gioco…

ECCO COSA ACCADE A SCAMBIARE LA VITA PER UN VIDEOGIOCO

24/04/2017  Un atto vandalico: due minibus contro la scuola. Danni per mezzo milione di euro. Come adulti ci domandiamo: ma questi ragazzi che cosa hanno nel cervello? Dobbiamo tutti, padri, madri ed educatori parlarne con i nostri figli. E insegnare loro a fare dell’esistenza qualcosa di importante. Qualcosa che costruisce e non che distrugge.

di Alberto Pellai

A Carpi tre minorenni si sono resi protagonisti di un atto vandalico di cui stanno parlando tutti i media nazionali. Come raccontano le cronache, nella notte tra giovedì e venerdì, intorno alle 4, hanno rubato cinque minibus da un deposito cittadino, ne hanno abbandonati tre e con due invece si sono lanciati contro una scuola, provocando danni che complessivamente ammontano a circa mezzo milione di euro.

Come adulti ci domandiamo: ma questi ragazzi che cosa hanno nel cervello? Che cosa pensavano di fare e di ottenere, mentre distruggevano e provocavano danni che probabilmente le loro famiglie dovranno rimborsare? “E che danni!” verrebbe da dire. Loro dovranno presentarsi davanti ad un giudice e risponderanno di una serie di reati che sul piano penale potranno portare a gravi e inevitabili conseguenze. Immagino che in questi colloqui, di fronte al tutore della legge, la frase più probabile che i tre minorenni utilizzeranno per giustificarsi sarà: “Ci scusi Giudice, ma noi non avevamo pensato che sarebbero derivate tutte queste conseguenze dalle nostre azioni. Noi volevano soltanto fare una goliardata, uno scherzo, un “piccolo sfregio” contro la scuola”. Continua a leggere

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“I pazienti con DOC sono come i piloti che volano di notte: possono contare sugli strumenti di volo, ma non sulla propria visione”

dal Blog scuole APC SPC

di Graziella Pisano e Valentina Di Mauro
curato da Francesco Mancini

Uno dei principali sintomi del DOC è il dubbio persistente, che può invadere molti domini di azione; per ora è ben chiaro che le persone con DOC non hanno fiducia nella propria memoria il che è associato al controllo ripetuto. I teorici del DOC hanno osservato che i dubbi sono relativi anche alla loro stessa percezione, alle preferenze, ai desideri, alla comprensione di stati interni propri e degli altri.

Tali dubbi pervasivi possono portare ad una varietà di comportamenti patologici tipici, inclusi l’eccessivo auto-monitoraggio, i controlli, la ricostruzione mentale, domande incessanti e richieste di rassicurazioni esterne. Secondo la descrizione classica del DOC stilata da David Shapiro (1965) le persone con tendenze ossessivo-compulsive hanno perso “l’esperienza della convinzione”, ovvero hanno una diminuzione della capacità di accedere direttamente ai loro sentimenti, desideri e preferenze e devono ricorrere ad indicatori esterni per inferire questi stati interni. Per usare la metafora di Shapiro le persone con tendenze ossessivo-compulsive possono essere paragonate a piloti che volano di notte, che devono contare sugli strumenti di volo piuttosto che sulla propria visione. Continua a leggere

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Siria e altre storie… In ogni bambino vedo mio figlio #everychildismychild

#everychildismychild

Il mondo per loro non è il mondo che abbiamo ricevuto noi. Noi potevamo correre in strada, giocare in strada, andare in bici, cadere e piangere perchè eravamo caduti dalla bicicletta dagli alberi. Noi potevamo esplorare, potevamo segnare per strada “la settimana” con i gessetti e giocare all’elastico. Ci vestivamo con abiti trovati nei bauli di qualche mamma e andavamo a caccia di lucertole, raccoglievamo rane, rospi e aspettavamo che i girini diventassero ranine.
Ora invece cosa lasceremo a loro? Un mondo finto, dove le emozioni non si possono vivere e dove cadere e sbucciarsi le ginocchia non si può fare. Schermi pieni di immagini e di guerre per cui quelle vere sembrano un altro gioco, dove anche gli adulti sembra che stiano giocando alla guerra e non si rendano conto che muoiono civili, muoiono bambini, quei bambini muoiono davvero. Ma come fanno a non vedere in quei bambini i loro figli? Quei bambini che rantolano respirando un gas, altri che schiacciati dalle macerie piangono perchè sono soli nel buio. Poi quelli che, senza la guerra, muoiono di fame o di sete perchè noi siamo ingordi di tutto. Oppure bambine vendute al miglior offerente e bambini costretti a lavorare spostando pietre e raccogliendo immondizia. Continua a leggere

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Insonnia… Alcuni suggerimenti per una buona igiene del sonno.

17 marzo – giornata mondiale del sonno. #giornatamondialedelsonno #worldsleepday

Per un terapeuta CBT (Cognitive Beahaviour Therapy) l’insonnia è un tema ricorrente da trattare in Terapia. Se non come unico sintomo, ma certamente spesso frequente assieme ad altri disturbi.

Sebbene, soprattutto in comorbidità con altre psicopatologie, l’insonnia sia più di un sintomo, tale da portare alla decisione di una Psicoterapia, proviamo ad elencare alcuni suggerimenti che possono già migliorare la qualità del sonno.

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Test di Rorschach in Tv: ma quanta leggerezza?

Il Fatto Quotidiano –  24 febbraio 2015

Sono passati quasi cento anni da quando, nel 1921, lo sconosciuto Hermann Rorschach pubblicava una ricerca strana. Si trattava di quindici macchie di inchiostro costruite lasciandone cadere alcune gocce su un foglio di carta e piegandolo poi in due. Le aveva sottoposte a un centinaio di suoi pazienti, dato che faceva lo psicanalista e aveva raccolto le risposte. Un lavoro certosino di ricerca, durato dieci anni. Era convinto che con quel test si potesse comprendere qualcosa di profondo sulla personalità della gente, ma allora è poco più di un’intuizione. Intanto raccoglieva, accumulando dati su dati. Purtroppo, un solo anno dopo la pubblicazione del test, ridotto a 10 tavole per contenere i costi di stampa, Rorschach perdeva la vita per un errore diagnostico. Scherzi del destino. Il suo test, come spesso accade con le invenzioni più strabilianti, venne riscoperto solo nel 1938 diventando il celebre “test delle macchie di Rorschach” come lo conosciamo oggi. Continua a leggere

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Fidarsi è meglio. Altrimenti non cresci.

di Giancarlo Dimaggio

Articolo pubblicato su inserto La lettura del Corriere della Sera, domenica 25 Gennaio 2015

OLAFNell’infanzia si formano legami di attaccamento su cui fondiamo il senso di amabilità e valore personale. Comunicando con gli altri comprendiamo le menti. Nel mondo di finzione acquisiamo flessibilità e capacità di relazioni emotive. Poi esplodono gli ormoni, si spaiano le carte e diventa tutta un’altra storia.

“In principio tutto era vivo” inizia Notizie dall’interno di Paul Auster. Parla di infanzia, il periodo in cui si costruisce ciò che diventeremo da adulti. Dalla nascita fino all’inizio della pubertà il bambino ha un’attività psichica incessante, elettrica, pulsante. Il suo mondo interno si fonda su dei pilastri. Continua a leggere

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Attacchi di Panico – Intervista di Barbara Prampolini, Presidente PIP (Pronto Intervento Panico)

Dott.ssa, lei è una Psicoterapeuta cognitivo-comportamentale, puo’ spiegarci di cosa si tratta?

panicoLa Psicologia, si occupa dei problemi emotivi e della percezione di sé e del mondo ormai da più di 100 anni e ancora prima se ne occupavano i filosofi. Possiamo dire che un approccio teorico efficace alla gestione dei problemi emotivi – in generale quindi alle psicopatologie – coincide con la comparsa e la diffusione, nel mondo della psicologia, del modello cognitivo comportamentale (Cognitive Behavioral Therapy CBT), negli anni Sessanta.

Tale modello postula una complessa relazione tra emozioni, pensieri e comportamenti, sottolineando come molti dei nostri problemi (che possiamo definire disfunzionalità emotive) siano influenzati da ciò che facciamo e ciò che pensiamo nel presente, qui ed ora.

Questo vuol dire che agendo attivamente ed energicamente sui nostri pensieri e sui nostri comportamenti attuali, possiamo liberarci da molti dei problemi che ci affliggono da tempo e che certamente abbiamo costruito nel tempo. Mi preme quindi sottolineare, che la CBT non è indifferente al passato e alla narrazione del paziente, sono piuttosto le tecniche che agiscono sul qui e ora. Continua a leggere

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