Sono certa che Morgan non sia il solo cantante che fa uso di cocaina e sono certa che non sia il solo che ha detto di usarla a un giornalista. Mi domando come mai tutto questo sia accaduto a pochi giorni dall’apertura del Festival di San Remo.
E dunque non se ne può più nemmeno di queste ipocrisie e falsi scoop. Che fastidio e anche un po’ di noia! Non solo perché non credo alle coincidenze e non credo che a Morgan manchino consulenti e professionisti che possano – semmai lui fosse distratto – indicargli cosa e come dire di sé a un giornalista… Fastidio soprattutto che si s-parli di Depressione in questo “malo modo”.
L’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità), riferisce che il “male di vivere” si appresta a diventare una delle malattie più pericolose del ventunesimo secolo. La depressione infatti fa oltre 150 milioni di “vittime” al mondo e, dal quarto posto attuale, passerà al secondo nel 2020 tra le malattie che provocano maggiore disabilità e giorni persi di lavoro. Più del diabete, dell’ipertensione, dell’artrite. Ora stiamo parlando di Depressione.
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NEUROECONOMIA
Uno studio ha fotografato il cervello quando proviamo questa sensazione: sia da protagonisti che da spettatori si attivano le stesse regioni cerebrali – da Repubblica Scienze

Se la comprensione del perché arriviamo talvolta a identificarci nelle emozioni altrui è ancora lontana, un contributo importante alla causa potrebbe darlo proprio questo studio: fotografando letteralmente il cervello quando si apprende l’esito di alcuni eventi, gli autori avrebbero notato come esso si comporti alla stessa maniera anche quando siamo semplici spettatori di vicende altrui.
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di Fabrizio Pregliasco* Continue reading »
LA SITUAZIONE ATTUALE
Il virus A/H1N1 dallo scorso mese di aprile si è diffuso in tutto il mondo, originato da una ricombinazione di virus umani ed animali in un suino, per le sue caratteristiche di novità può contagiare tutti i soggetti perché non c’è una protezione data dalle influenze subite nel passato come nel caso dell’influenza stagionale che colpisce solo i 5 – 10 % della popolazione ogni anno. Quello che si teme è la possibilità che colpisca il triplo o quadruplo dei soggetti arrivando a determinare effetti indotti imponenti.
Da ricordare che per questo tipo di influenza non ci sono rischi di contagio da suino perché questo animale è stato solo “l’incubatore” di questo virus che è diventato subito a diffusione interumana attraverso le goccioline respiratorie emesse dal soggetto infetto. Goccioline che possono essere respirate o comunque assorbite in modo indiretto tramite veicoli, in particolare le mani su cui si possono depositare.
Quanto evidenziato sino ad ora ci fa ritenere che la malattia sia benigna a livello del singolo soggetto, causa solo ualche giorno di febbre e poi guarisce senza danni. Anche se bisogna ricordare che qualche decesso e ospedalizzazioni questa malattia, come anche l’influenza stagionale può determinarli.