Simona Calugi, AIDAP Firenze

Introduzione
L’annuncio della prossima uscita del DSM-V prevista nel 2012 e l’opportunità di migliorare la classificazione diagnostica, hanno aperto un importante dibattito scientifico sull’utilità di mantenere la paura di ingrassare e l’amenorrea nei criteri diagnostici dell’anoressia nervosa (AN). Il criterio diagnostico paura di ingrassare, considerato da molti un elemento chiave della psicopatologia specifica dei disturbi dell’alimentazione (DA) (Habermass, 1996), compare nella letteratura medica nel 1930 per descrivere il razionale cognitivo della restrizione alimentare (Casper et al, 1983, Russell et al. 1985). La sua inclusione nella diagnosi di AN è considerata utile perché consente di distinguere un paziente con AN da coloro che presentano una perdita di peso secondaria ad altre patologie psichiatriche, ad esempio la depressione clinica, il delirio di veneficio e il disturbo ossessivo compulsivo (Habermass, 1996).
Recentemente alcuni autori hanno però evidenziato che l’inclusione del criterio diagnostico paura di ingrassare esclude dalla diagnosi di AN un’alta percentuale di pazienti dei Paesi non occidentali che soddisfano tutti gli altri criteri del disturbo, ma non la paura d’ingrassare. Il mantenimento di questo criterio riduce perciò la possibilità di confronti transculturali (Lee et al, 1993; Lee et al, 2001). I pazienti sottopeso con DA senza la paura d’ingrassare rappresentano comunque anche un’alta percentuale dei DA sottopeso (circa il 20%) trattati nei Paesi occidentali (Dalle Grave et al., 2008).

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da Repubblica.it SCIENZE

Una nuova ricerca realizzata insieme dalle università di Warwick e Napoli smentisce antiche certezze: “riposare” troppo fa male alla salute

SLEEPINGLONDRA – Dormite da sei a otto ore per notte, se volete aumentare le probabilità di avere una lunga vita. E’ il verdetto di uno studio sul sonno condotto congiuntamente da un team di scienziati della University of Warwick in Inghilterra e dalla facoltà di medicina dell’università di Napoli in Italia. Il rapporto, pubblicato sulla rivista britannica Sleep e anticipato stamane dal quotidiano Daily Telegraph, afferma di avere trovato “prove inequivocabili” che collegano la privazione del sonno a un deterioramento della salute e a una morte prematura. Ma anche dormire troppo fa male, avverte lo studio, anzi è un campanello d’allarme ancora più pericoloso che dormire troppo poco.

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Lettera a Santoro

Come ho già scritto, credo che vi sia una grande distorsione mediatica nel nostro tempo. Non so se sia voluta.  A me pare quantomeno bizzarra la modalità con la quale vengono date le informazioni, sia l’informazione sull’influenza H1N1 sia l’informazione – per la quale noto maggiormente la leggerezza e la scorrettezza – sulla depressione. In Italia ci sono brassimi psicoterapeuti e psichiatri che curano la depressione e alcuni di loro sono stati invitati da Vespa e in altre trasmissioni. Mi domando perchè dobbiamo proseguire ad ascoltare Morgan che stra-parla di depressione… Mi chiedo a chi giova? e molti di voi avranno già ipotesi del perchè e intuiranno velocemente “a chi giova”. Perchè allora non chiediamo alla Rai e a Mediaset di “spegnere” questo filone di televisione che a nulla serve’?  E’ già difficile la cura della depressione senza aggiungere una informazione scorretta e “dirottare” le persone che soffrono di depressione a fare uso di cocaina… Di seguito pubblico un articolo dell’Associazione Italiana Psichiatri che porta una riflessione su questo tema.

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Morgan e San Remo… Non se ne può più.

On 12 febbraio 2010, in appuntamenti, emozioni, psicopatologia, psicoterapia, star bene, by Maria Pia Bagnato Bulgarelli

morganSono certa che Morgan non sia il solo cantante che fa uso di cocaina e sono certa che non sia il solo che ha detto di usarla a un giornalista. Mi domando come mai tutto questo sia accaduto a pochi giorni dall’apertura del Festival di San Remo.

E dunque non se ne può più nemmeno di queste ipocrisie e falsi scoop. Che fastidio e anche un po’ di noia! Non solo perché non credo alle coincidenze e non credo che a Morgan manchino consulenti e professionisti che possano – semmai lui fosse distratto – indicargli cosa e come dire di sé a un giornalista… Fastidio soprattutto che si s-parli di Depressione in questo “malo modo”.

L’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità), riferisce che il “male di vivere” si appresta a diventare una delle malattie più pericolose del ventunesimo secolo. La depressione infatti fa oltre 150 milioni di “vittime” al mondo e, dal quarto posto attuale, passerà al secondo nel 2020 tra le malattie che provocano maggiore disabilità e giorni persi di lavoro. Più del diabete, dell’ipertensione, dell’artrite. Ora stiamo parlando di Depressione.

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Le nuove emozioni universali che dominano l’essere umano

On 29 gennaio 2010, in ansia, depressione, emozioni, rassegna stampa, by Maria Pia Bagnato Bulgarelli

da Repubblica – Scienze

Secondo i ricercatori interpellati dalla rivista New Scientist, ispirazione, curiosità, orgoglio, gratitudine e confusione si sono aggiunte alle “classiche” gioia, tristezza, rabbia, paura, sorpresa e disgustodi GIULIA BELARDELLI

"Le nuove emozioni universali  che dominano l'essere umano"

PER CIRCA mezzo secolo, gli psicologi hanno concentrato i loro studi sulle emozioni dominanti del genere umano, quegli stati d’animo visibili dal volto che possono essere considerati universali. Il risultato di cotante ricerche si può riassumere nella formula delle “Big Six”: le grandi sei Emozioni che, dalla Siberia alle Ande, fanno battere il cuore a tutti gli uomini. Della lista fanno parte gioia, tristezza, rabbia, paura, sorpresa e disgusto. Ora, però, questo elenco potrebbe essere destinato a crescere. Ne è convinta la rivista britannica New Scientist, che ha deciso di fare il punto sulle ricerche volte a trovare le nuove super emozioni del presente. Secondo la prestigiosa rivista scientifica, infatti, ogni epoca ha i suoi stati d’animo. E se per la modernità questi potevano essere l’avarizia, l’imbarazzo, la noia, la depressione, la gelosia e l’amore, ecco che nella nostra epoca spuntano nuovi candidati, come l’ispirazione, la curiosità, la gratitudine, l’orgoglio ma, soprattutto, la confusione. Vediamo nel dettaglio perché.
Sentirsi ispirati. In inglese, la prima emozione candidata al titolo di universale è chiamata “elevation”, o “uplifting emotion”. Con questi termini gli scienziati si riferiscono a quel sentimento di ispirazione che ci fa avere fiducia in noi stessi e negli altri, che ci fa credere in qualcosa e sentire parte di un progetto. Come esempio, New Scientist riporta un passo del discorso che il presidente americano Barack Obama ha pronunciato al momento del suo insediamento alla Casa Bianca.

“Ecco  -  spiega Jonathan Haidt dell’Università della Virginia  -  l’ispirazione è proprio ciò che hanno sentito i sostenitori di Obama in quel momento: un sentimento positivo, incoraggiante, edificante”. Secondo gli scienziati, si tratta di un sentimento universale, che nel nostro organismo si manifesta con la produzione di uno specifico ormone. Manca ancora un’espressione facciale caratteristica, anche se i ricercatori concordano su un generico addolcimento dei tratti somatici e un movimento delle sopracciglia verso l’alto.

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da Osservatorio di Pscicologia nei media

Ancora una volta pensiamo che la soluzione sia semplice e soprattutto che un farmaco possa magicamente interrompere un disturbo. Pubblico volentieri questo post dell’Osservatorio di Psicologia nei media, invitandovi a leggere fino in fondo il commento del Prof. Riffelli.

“Allego quanto appena scritto al programma “Lamedicina” (Trasmissione Radio1 ore 19.30 del 25/11/2009) —- Salve, questa sera alle 17.30 ho ascoltato il vostro programma dove si parlava di impotenza maschile. Il medico intervistato ha detto più o meno testualmente che: “..l’impotenza maschile si pensava fosse un problema psicologico mentre invece è solo una carenza del neuromediatore serotonina e la malattia si può curare semplicemente fornendo serotonina..” Questa affermazione spiega solo una parte del problema ed è estremamente riduttiva, fuorviante e antieducativa. Sono sicuro che abbiate una certa cultura per capire che dietro una malattia c’è un’eziopatogenesi, dove la patogenesi può anche essere la carenza di serotonina, ma come ultimo anello che parte da un’eziologia che può essere quanto mai psicologica. Detto in parole povere poniamo il caso di un uomo impotente in relazione al fatto che la sua donna per motivi suoi da un po’ non si lava e questo riduce l’eccitazione, voi pensate che con la serotonina migliori? Oppure non possa essere un problema che va dall’igiene della donna al bisogno di chiarimenti di coppia? Nelle università si studia e si fa ricerca scientifica in psicologia da circa 100 anni e in Italia ci sono almeno una decina di scuole di psicoterapia ad orientamento psicosomatico riconosciute dal ministero. Sono certo che vorrete rimediare con un equilibrio…

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Riporto un gradevole articolo dalla rassegna dell’OdP nei media, augurando a tutti noi di pensare più positivo e giocare quanto più possibile.

di Gabriella Alleruzzo da Osservatorio Psicologia nei media

Quante volte riceviamo il consiglio di fare le scale anziché prendere l’ascensore o la scala mobile? E quante volte disattendiamo a questo consiglio? L’agenzia DDB di Stoccolma, sponsorizzata dalla Volkswagen Svezia, si è posta questa ed altre domande, partendo dal concetto che il divertimento è il modo più semplice per migliorare il comportamento delle persone e ha creato una campagna di marketing chiamata The Fun Theory. La campagna si fonda su una serie di esperimenti condotti in ambiente urbano in relazione ai quali vengono registrate le reazioni della gente. Nel video che vi presentiamo, una scala della stazione della metropolitana Odenplan di Stoccolma è stata trasformata in un pianoforte gigante, ma sul sito dedicato sono presenti altri due video della campagna, in uno dei quali si vede la gente in un parco raccogliere da terra l’immondizia allo scopo di sentire il suono del bottino per rifiuti “più profondo del mondo” (in realtà si tratta di un dispositivo sonoro che si attiva con un sensore ogni volta che un rifiuto viene gettato nel bottino), nell’altro si mostra come un cassonetto per la raccolta differenziata del vetro, trasformato in un gioco Arcade, possa incentivare la raccolta stessa. A sentir loro, il divertimento “funziona”. Il 66% in più di persone usa le scale, il bottino sonoro raccoglie 72 kg di spazzatura contro i 41 di un bottino normale e il gioco Arcade richiama in una sola serata un centinaio di persone.

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