Una nuova ricerca realizzata insieme dalle università di Warwick e Napoli smentisce antiche certezze: “riposare” troppo fa male alla salute
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LONDRA – Dormite da sei a otto ore per notte, se volete aumentare le probabilità di avere una lunga vita. E’ il verdetto di uno studio sul sonno condotto congiuntamente da un team di scienziati della University of Warwick in Inghilterra e dalla facoltà di medicina dell’università di Napoli in Italia. Il rapporto, pubblicato sulla rivista britannica Sleep e anticipato stamane dal quotidiano Daily Telegraph, afferma di avere trovato “prove inequivocabili” che collegano la privazione del sonno a un deterioramento della salute e a una morte prematura. Ma anche dormire troppo fa male, avverte lo studio, anzi è un campanello d’allarme ancora più pericoloso che dormire troppo poco.
Come ho già scritto, credo che vi sia una grande distorsione mediatica nel nostro tempo. Non so se sia voluta. A me pare quantomeno bizzarra la modalità con la quale vengono date le informazioni, sia l’informazione sull’influenza H1N1 sia l’informazione – per la quale noto maggiormente la leggerezza e la scorrettezza – sulla depressione. In Italia ci sono brassimi psicoterapeuti e psichiatri che curano la depressione e alcuni di loro sono stati invitati da Vespa e in altre trasmissioni. Mi domando perchè dobbiamo proseguire ad ascoltare Morgan che stra-parla di depressione… Mi chiedo a chi giova? e molti di voi avranno già ipotesi del perchè e intuiranno velocemente “a chi giova”. Perchè allora non chiediamo alla Rai e a Mediaset di “spegnere” questo filone di televisione che a nulla serve’? E’ già difficile la cura della depressione senza aggiungere una informazione scorretta e “dirottare” le persone che soffrono di depressione a fare uso di cocaina… Di seguito pubblico un articolo dell’Associazione Italiana Psichiatri che porta una riflessione su questo tema.
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da Repubblica – Scienze
Secondo i ricercatori interpellati dalla rivista New Scientist, ispirazione, curiosità, orgoglio, gratitudine e confusione si sono aggiunte alle “classiche” gioia, tristezza, rabbia, paura, sorpresa e disgustodi GIULIA BELARDELLI
“Ecco - spiega Jonathan Haidt dell’Università della Virginia - l’ispirazione è proprio ciò che hanno sentito i sostenitori di Obama in quel momento: un sentimento positivo, incoraggiante, edificante”. Secondo gli scienziati, si tratta di un sentimento universale, che nel nostro organismo si manifesta con la produzione di uno specifico ormone. Manca ancora un’espressione facciale caratteristica, anche se i ricercatori concordano su un generico addolcimento dei tratti somatici e un movimento delle sopracciglia verso l’alto.
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da Osservatorio di Pscicologia nei media
Ancora una volta pensiamo che la soluzione sia semplice e soprattutto che un farmaco possa magicamente interrompere un disturbo. Pubblico volentieri questo post dell’Osservatorio di Psicologia nei media, invitandovi a leggere fino in fondo il commento del Prof. Riffelli.
“Allego quanto appena scritto al programma “Lamedicina” (Trasmissione Radio1 ore 19.30 del 25/11/2009) —- Salve, questa sera alle 17.30 ho ascoltato il vostro programma dove si parlava di impotenza maschile. Il medico intervistato ha detto più o meno testualmente che: “..l’impotenza maschile si pensava fosse un problema psicologico mentre invece è solo una carenza del neuromediatore serotonina e la malattia si può curare semplicemente fornendo serotonina..” Questa affermazione spiega solo una parte del problema ed è estremamente riduttiva, fuorviante e antieducativa. Sono sicuro che abbiate una certa cultura per capire che dietro una malattia c’è un’eziopatogenesi, dove la patogenesi può anche essere la carenza di serotonina, ma come ultimo anello che parte da un’eziologia che può essere quanto mai psicologica. Detto in parole povere poniamo il caso di un uomo impotente in relazione al fatto che la sua donna per motivi suoi da un po’ non si lava e questo riduce l’eccitazione, voi pensate che con la serotonina migliori? Oppure non possa essere un problema che va dall’igiene della donna al bisogno di chiarimenti di coppia? Nelle università si studia e si fa ricerca scientifica in psicologia da circa 100 anni e in Italia ci sono almeno una decina di scuole di psicoterapia ad orientamento psicosomatico riconosciute dal ministero. Sono certo che vorrete rimediare con un equilibrio…
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CONVEGNO NAZIONALE
>> Convegno AIDAP 2009
Disturbi dell’alimentazione e obesità:
controversie diagnostiche e terapeutiche
Sabato 14 NOVEMBRE 2009
VERONA – Centro Congressi San Marco, Via Longhena 42
OSPITE D’ONORE PROF. STEPHEN WONDERLICH, UNIVERSITA’ DEL NORTH DAKOTA (USA) …::: more :::…
Il 21 settembre 2009 è morta – come amava descriverla- la “consapevolezza del suo esistere”. Lui resta con noi nel ricordo dei suoi insegnamenti, come un grande maestro, un grande saggio. Non ho avuto la fortuna di conoscerlo personalmente, alcuni dei colleghi della scuola di Specializzazione di Verona ricordo che andavano in Terapia da lui a Roma e riportavano grandi emozioni da questi incontri. Non ricordo nemmeno di averlo mai incontrato ai Congressi SITCC, pare che non amasse molto questi momenti di grande caos. Così apprendo la notizia e mi rattristo perchè la sua presenza negli insegnamenti attraverso i suoi libri e attraverso i suoi allievi ora didatti SITCC, era ed è intensa, ed era come se fosse stato lui presente alle lezioni. Sicchè mi permetto con discrezione e sottovoce di farti un saluto e di ringraziarti per il contributo che anche a me è arrivato, sebbene a distanza, della tua grande saggezza, conoscenza scientifica e umanità.
Oggi vorrei parlarvi di un argomento che sembra far paura a moltissima gente. Già, proprio quello. Perché, vedete, si tratta di un problema che i vostri pazienti vi potranno presentare; e nemmeno tanto di rado, specialmente se vorrete occuparvi di situazioni estreme della sofferenza umana. A differenza, però, di altri problemi che auspicabilmente non vi riguarderanno personalmente, con questo prima o poi dovrete fare i conti anche voi.
…altro è morire
E allora vale la pena di pensarci prima per non arrivare impreparati ad affrontarlo. Non che io abbia trovato la formula magica per superarlo. Posso offrire, però, alcune riflessioni che mi sembrano abbastanza utili allo scopo.
