Sull’ansia – attacchi di panico e fobie…

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Cosa significa soffrire d’ansia? E cos’è questa emozione così terribile che accompagna e pervade il nostro corpo di sintomi così insopportabili e spesso invalidanti?
Innanzitutto va detto che l’ansia è una buona compagna di vita se tenuta a buoni livelli, come dire: se non va oltre una certa soglia a dire il vero un po’, anzi troppo, scomoda!
E’ una buona compagna perché in alcuni momenti ci ha dato la possibilità di ottime performance che altrimenti non sarebbero state possibili. Prendiamo ad es. gli atleti prima delle gare, gli studenti prima delle prove d’esame, chiunque di noi davanti a qualsiasi prova. Appare evidente che una “buona” dose di ansia ha sempre alzato i livelli di perfomance, altrettanto chiaro invece che alti livelli di ansia immobilizzano e rendono impossibile qualunque prova. Premesso ciò stiamo parlando quindi di quantità, e aggiungo anche di interpretazione di un evento più terribile di quanto non sia. Ma tutto ciò non chiaramente sufficiente per smettere di stare male! Continua a leggere

Disturbi Alimentari – info

Per spiegare l’insorgere dei Disturbi del Comportamento Alimentare appare condivisa l’idea di un adeguamento a quei modelli culturali che prospettano ideali di bellezza

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improntati a standard esagerati di magrezza. Sotto il profilo psicologico e sociale, i fattori che sono ritenuti più frequentemente implicati nell’insorgenza dei disturbi alimentari riguardano la bassa autostima, il perfezionismo, la depressione, l’impulsività, la distorsione dell’immagine corporea, la carenza di rilevanti rapporti sociali, i rapporti familiari e le difficoltà nelle relazioni interpersonali.

I primi studi sull’anoressia nervosa risalgono a diversi anni fa. Le prime descrizioni di pazienti con i sintomi che oggi potrebbero essere diagnosticati più precisamente, risalgono addirittura al 1873, ma fu il medico inglese Richard Norton che nel 1964 descrisse i sintomi dell’anoressia nervosa.
Da allora sono stati fatti diversi studi e soprattutto ricerche in grado non solo di tracciare un quadro più preciso di questi disturbi, ma anche di stabilire fra le psicoterapie quali sono le più efficaci. Continua a leggere

Dalla paura al piacere di volare…

…In Italia soffre di questa sindrome una persona su due.

Sulla rivista “Mente&Cervello” i consigli di piloti e scienziati
di ALESSANDRA RETICO da Repubblica TECNOLOGIA & SCIENZA

ROMA – Anche alcuni piloti hanno paura di volare. Certo che hanno paura, sempre. Patrick Smith, pilota e scrittore, 38 anni, autore della rubrica “Ask the pilot” su Salon è uno di loro. Gli hanno chiesto se teme di precipitare, lui ha risposto: “Di solito non abbiamo fantasie raccapriccianti né soffriamo di ansia fobica”. Insomma se gli trema il cuore le mani le tiene lo stesso ferme sulla cloche (il volante) e guida. Tanto gli aerei cadono poco, affermazione veritiera ma insufficiente per l’aviofobico.
A chi in aereo non ci sale neanche morto e se invece è costretto vive le ore più brutte della sua vita, si racconta una storiella, un po’ surreale ma più persuasiva di molti numeri: se si ipotizza che un volo duri in media una sola ora, un neonato che trascorra l’intera esistenza a bordo di un aeroplano dovrà volare per 285 anni per raggiungere i due milioni e mezzo di ore che statisticamente comportano un incidente. Oppure quell’altra: il momento più pericoloso di un volo è il tragitto da e per l’aeroporto.

Eppure: come fa questo coso pesante a rimanere in aria? Se non funziona più nessun motore un grosso jet commerciale può planare fino ad atterrare o non c’è più speranza? E tutto questo scricchiolare? Quante probabilità ci sono di venire risucchiati dal portellone che si spalanca come nei film? Del terrore e delle domande che suscita si occupa un servizio di Mente&Cervello di novembre. Testimonianze, rimedi, consigli, corsi per rompere la gabbia dell’ansia. Come quelli che fanno anche Alitalia e altre compagnie, con successo: il 95% di quelli che dal 2007 a oggi hanno seguito i seminari del vettore di bandiera sono tornati a bordo. Continua a leggere

E alla cassa faccio il check up…

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…Avvocati, dentisti e psicologi, ma è solo la punta dell’iceberg. Nel carrello del supermarket e tra le stradine con palme delle moderne cattedrali dei consumi stanno nascendo servizi di ogni genere. Studi di notai, centri per fare analisi del sangue, caaf della Cgil, comandi di polizia, prestiti personali, di tutto di più.

La formula paghi due prendi tre non c’è ancora, ma un consiglio legale può costare meno di 5 euro…

di Emiliano Fittipaldi
Medici. Dentisti. Studi legali. Psicologi. Artigiani. Così i centri commerciali moltiplicano l’offerta di servizi. Per diventare polifunzionali. E provare a frenare la crisi delle vendite.

C’è chi si specchia in una vetrina, nota il sorriso ingiallito ed entra per uno sbiancamento rapido. Chi si cura una carie aspettando che la moglie si riprenda da una crisi di shopping compulsivo e chi ha prenotato apposta per sfruttare il mega parcheggio e il listino competitivo rispetto a quello dei professionisti del centro. Il dentista dell’Auchan di Cesano Boscone, profondo milanese, sta facendo un mucchio di soldi. L’idea funziona, e parlare con il titolare è impossibile. “Sta operando, chiami dopo. La sera tardi, prima che il centro chiuda”, dice la segretaria dello Studio Sorrisi. I francesi hanno aperto uno studio analogo anche al megastore di Rescaldina e ci hanno piazzato a fianco un commercialista. “A Rozzano abbiamo inaugurato tra i negozi di griffe un ufficio dell’anagrafe: si stampano certificati, carte d’identità, residenze. Stiamo per lanciare ovunque asili nido e centri diagnostici”, racconta Edoardo Favro, direttore delle Gallerie Commerciali Italia, società controllata dal colosso francese. “Farmacie, banche e tintorie ci sono da tempo. Per noi l’aggregazione sociale è fondamentale, i servizi sono il futuro”. Continua a leggere

Sulla Depressione

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Secondo il Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali del 1994 (DSM-IV), i sintomi della depressione sono i seguenti.

Se soffrite di depressione, probabilmente presentate molti di questi sintomi (ma non necessariamente tutti). Teniamo sempre presente che la diagnosi deve essere fatta da uno specialista, queste informazioni sono quindi da ritenere una prima indagine che può farvi inquadrare alcuni dei sintomi all’interno di una quadro che non è necessariamente patologico.

La depressione è un disturbo molto frequente – per questo ne diamo indicazione in queste pagine – ma non è il solo disturbo con i sintomi riportati più sotto. Appartiene infatti alla “categoria” dei Disturbi dell’Umore, caratterizzati infatti da sintomi che interessano l’umore, provocando oscillazioni in alcuni casi o situazioni critiche in altri tali da mettere in difficoltà la persona stessa o i propri familiari e amici. Continua a leggere