EMOZIONI, MALATTIA E BENESSERE

Il modello mente-corpo-spirito in sanità e l’esperienza
del Mind-Body Institute della Harvard Medical School

Bologna 22-23 Maggio 2006 – Palazzo dei Congressi – Europauditorium
Piazza della Costituzione, 4 – 40128 Bologna

Bolle energetiche - L. Faggioli

Le emozioni alla luce delle più recenti acquisizioni ed evidenze scientifiche, derivanti in particolar modo dalla psiconeuroendocrinoimmunologia (P.N.E.I), ricoprono un ruolo importante nel contribuire al benessere della persona o al contrario nello sviluppare forme di sofferenza e di malessere spesso correlate alla patologia organica. E’ anche ampiamente dimostrato come in alcune patologie organiche esiste una stretta relazione tra le emozioni e alcuni particolari processi fisiologici e come le emozioni e le convinzioni individuali influenzano il decorso della malattia. Questo importante evento scientifico intende sottolineare la necessità di collegare in maniera sempre più forte l’eccellente livello di competenze professionali e di sofisticata tecnologia sanitaria con una maggiore attenzione agli aspetti psicologici e spirituali della malattia e della sofferenza.
Il modello teorico delle discipline mente-corpo, elaborato da H. Benson e da sua moglie M. Wilcher, rappresenta la più completa espressione di questa integrazione e produce come risultato una migliore qualità degli interventi sanitari ed una maggiore soddisfazione tra gli ammalati. Continua a leggere

Allarme Insonnia

In attesa della pillola «perfetta », troppi i farmaci usati male Nel campo dei sonniferi sta avvenendo una rivoluzione.
Dopo quarant’anni di onorato servizio le benzodiazepine cominciano a cedere il passo a farmaci più selettivi e che promettono meno effetti collaterali. Ed è a partire dal 2006 che alcune di queste nuove molecole potranno cominciare a dimostrare di cosa sono capaci.
Secondo un rapporto pubblicato dalla rivista Nature Reviews Drug Discovery, il mercato delle pillole per dormire, che negli Usa ha fatturato due miliardi di dollari e in Italia quasi mezzo miliardo di euro, farà un ulteriore salto raddoppiando il giro di affari nel 2009. Dalle filiere di produzione stanno infatti per essere sfornati prodotti che affrontano in modo nuovo il problema dell’insonnia. «Prima di tutto ci sono i farmaci ipnotici non-benzodiazepinici, che già da qualche anno rappresentano un passo avanti rispetto a quelli storici – spiega Giovanni Biggio, Direttore del Dipartimento di biologia sperimentale dell’Università di Cagliari, fra i massimi esperti di benzodiazepine e antidepressivi. – Mentre questi ultimi inducono il sonno spegnendo, in un certo senso, l’interruttore generale, i non-benzodiazepinici agiscono solo su alcuni interruttori più specifici, in particolare quello della sedazione.
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