Il segreto della longevità? Non infiammarsi.

Dal Corriere Salute di Agnese Codignola
Una ricerca appena uscita sulla rivista Pnas conferma il ruolo dell’infiammazione tra i meccanismi deterioramento organico.  Lo straordinario aumento della vita media registrato negli ultimi 250 anni ha almeno due responsabili noti: la diminuzione delle infezioni circolanti tra la popolazione e quella delle infiammazioni, che da sempre affliggono l’umanità.
Lo conferma uno studio appena pubblicato sulla rivista PNAS, nel quale gli esperti dell’Andrus Gerontology Center dell’Università di Los Angeles capitanati da Eilee Crimmins, sono andati a rileggere i dati di mortalità di alcuni Oaesi europei risalenti alla metà del settecento e li hanno confrontati con altri parametri, rapportando poi il tutto alle diverse fasce d’età. Continua a leggere

Quella nebbia è calata sull’anima

dal Corriere Salute

La depressione non è la tristezza o la sottile malinconia che possono provare tutti nella vita. È una malattia come le altre. E come queste va accettata e curata, con prontezza e senza vergogna.
■ Come riconoscerla per individuare con precisione quali sono i suoi veri segnali e le sue conseguenze, imparando a distinguerla dalla normale tristezza, dalla malinconia o dall’ansia
■ Come capirla per sapere che va accetata e trattata come una qualsiasi altra malattia, da affrontare con tempestività, coraggio e fiducia, senza nessuna vergogna, paura o senso di colpa
■ Come curarla con l’aiuto dei farmaci e delle altre terapie a disposizione, che possono fare uscire da questo tunnel buio dell’anima nel 70-80 percento dei casi. Continua a leggere

MELINA MULAS. IL TERZO OCCHIO

ancora fino al 8 gennaio 2006  la mostra: MELINA MULAS. IL TERZO OCCHIO
dalla Rete Civica del Comune di Modena

Circa sessanta immagini in bianco e nero sono testimonianza di un imponente lavoro di ricerca iniziato 14 anni e fa terminato nel 2002 sotto la guida del Dalai Lama che ha orientato l’autrice verso i maestri più rappresentativi e l’ha aiutata a raggiungerli attraverso l’India, il Sikkim, la Francia, l’Austria, il Nepal, la Svizzera e l’Italia.
Obiettivo: la testimonianza rigorosa dei volti dei Lama buddisti.
Di indispensabile supporto è stato il dipartimento di Cultura e Religioni del governo tibetano in esilio a DharamSala.

null

L’antica tradizione spirituale tibetana, preservata e trasmessa nella sua integrità grazie all’insegnamento dei maestri rifugiati dagli anni Sessanta in India e in Nepal, è prima protagonista della mostra. (Dopo l’invasione cinese che ebbe luogo nel 1959, infatti, solo una severa disciplina e un profondo attaccamento alle radici hanno consentito che questa tradizione millenaria non andasse perduta).
Il secondo protagonista è lo sguardo: quello che noi rivolgiamo all’esterno e quello che riceviamo.
I Lama tendono a sviluppare, nelle loro pratiche meditative e grazie a un’educazione costante, ciò che si definisce il terzo occhio. Queste immagini, quelle appese alle pareti della mostra così come quelle del catalogo, rappresentano dunque sguardi particolarmente educati a vedere – tranne nel caso dei lama bambini, individuati come reincarnazioni di grandi Lama ma ancora, ovviamente, all’inizio della loro formazione spirituale.

Con il semplice espediente di chiedere loro di guardare l’obiettivo, Melina Mulas ha messo questi personaggi in condizione di regalarci appunto il loro sguardo.
Datasi queste regole, la fotografa non ha indugiato verso effetti spettacolari o emotivamente accattivanti, risolvendo il suo lungo lavoro in una serie di immagini in bianco e nero, stampate senza elaborare l’immagine e anzi tenendone spesso in evidenza il bordo scuro che si forma ai margini della pellicola. Continua a leggere