Test di Rorschach in Tv: ma quanta leggerezza?

Il Fatto Quotidiano –  24 febbraio 2015

Sono passati quasi cento anni da quando, nel 1921, lo sconosciuto Hermann Rorschach pubblicava una ricerca strana. Si trattava di quindici macchie di inchiostro costruite lasciandone cadere alcune gocce su un foglio di carta e piegandolo poi in due. Le aveva sottoposte a un centinaio di suoi pazienti, dato che faceva lo psicanalista e aveva raccolto le risposte. Un lavoro certosino di ricerca, durato dieci anni. Era convinto che con quel test si potesse comprendere qualcosa di profondo sulla personalità della gente, ma allora è poco più di un’intuizione. Intanto raccoglieva, accumulando dati su dati. Purtroppo, un solo anno dopo la pubblicazione del test, ridotto a 10 tavole per contenere i costi di stampa, Rorschach perdeva la vita per un errore diagnostico. Scherzi del destino. Il suo test, come spesso accade con le invenzioni più strabilianti, venne riscoperto solo nel 1938 diventando il celebre “test delle macchie di Rorschach” come lo conosciamo oggi. Continua a leggere

Panico, Ansia, come guarire?

Aiutati che il Ciel ti aiuta…

Leggo l’articolo su RIZA perchè me ne parlano e sono incuriosita dai contenuti, mi viene in mente che, con tutta la buona volontà, la competenza e la fatica, tanti miei pazienti affetti da Disturbi d’Ansia, sono arrivati nel mio studio soffrendo da anni di questa sintomatologia così profonda e molto spesso invalidante. Credo che molti potrebbero, nella migliore delle ipotesi, offendersi, o peggio, pensare di essere un caso senza speranza… e pensare: “quindi io non guarirò mai…” dopo aver letto l’editoriale di novembre di Riza Psicosomatica. Non è così. Dal Panico si esce, la “paura della paura” è affrontabile e da questa malattia, come da altre malattie, si guarisce. Continua a leggere

Il Minesota study di Keys: implicazioni per la comprensione e il trattamento della psicopatologia dei disturbi dell’aimentazione.

di Riccardo Dalle Grave –  Aidap Verona

La classificazione DSM-IV dei disturbi dell’alimentazione include tre categorie diagnostiche principali: anoressia nervosa, bulimia nervosa e disturbi dell’alimentazione non altrimenti specificati (NOS) (American Psychiatric Association 1994). Il sottopeso è un criterio diagnostico chiave dell’anoressia nervosa ma può essere presente in un sottogruppo di persone con disturbi dell’alimentazione NOS es. quelle che soddisfano tutti i criteri dell’anoressia nervosa ad eccezione del criterio amenorrea (Dalle Grave et al. 2008b) oppure che non riportano un’eccessiva valutazione del peso e della forma del corpo (Dalle Grave et al. 2008c). La marcata perdita di peso e la restrizione dietetica calorica, cioè un persistente introito calorico inferiore al dispendio energetico, persistente può anche essere presente in persone con disturbi dell’alimentazione non sottopeso con bulimia nervosa o disturbo dell’alimentazione NOS e una storia personale di obesità (Dalle Grave et al., 2011). Continua a leggere