Insonnia… Alcuni suggerimenti per una buona igiene del sonno.

17 marzo – giornata mondiale del sonno. #giornatamondialedelsonno #worldsleepday

Per un terapeuta CBT (Cognitive Beahaviour Therapy) l’insonnia è un tema ricorrente da trattare in Terapia. Se non come unico sintomo, ma certamente spesso frequente assieme ad altri disturbi.

Sebbene, soprattutto in comorbidità con altre psicopatologie, l’insonnia sia più di un sintomo, tale da portare alla decisione di una Psicoterapia, proviamo ad elencare alcuni suggerimenti che possono già migliorare la qualità del sonno.

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Dormire allunga la vita. 6-8 ore il sonno ideale

da Repubblica.it SCIENZE

Una nuova ricerca realizzata insieme dalle università di Warwick e Napoli smentisce antiche certezze: “riposare” troppo fa male alla salute

SLEEPINGLONDRA – Dormite da sei a otto ore per notte, se volete aumentare le probabilità di avere una lunga vita. E’ il verdetto di uno studio sul sonno condotto congiuntamente da un team di scienziati della University of Warwick in Inghilterra e dalla facoltà di medicina dell’università di Napoli in Italia. Il rapporto, pubblicato sulla rivista britannica Sleep e anticipato stamane dal quotidiano Daily Telegraph, afferma di avere trovato “prove inequivocabili” che collegano la privazione del sonno a un deterioramento della salute e a una morte prematura. Ma anche dormire troppo fa male, avverte lo studio, anzi è un campanello d’allarme ancora più pericoloso che dormire troppo poco. Continua a leggere

Lo zen «modifica» il cervello e fa sopportare il dolore.

La meditazione, producendo un ispessimento della corteccia cerebrale, aiuta a non sentire il dolore

da Corriere della sera – salute.

La meditazione, producendo un ispessimento della corteccia cerebrale, aiuta a non sentire il dolore

(Contrasto)

MILANO – La meditazione zen cambia la struttura della corteccia cerebrale, al punto da rendere chi la pratica meno sensibile al dolore. È il risultato di uno studio pubblicato su Emotion , una delle riviste dell’American Psychological Association. A condurre gli esperimenti, un gruppo di ricercatori dell’Università di Montreal guidato dal dottorando Joshua A. Grant. Il team ha valutato la sensibilità al dolore causato da una sorgente di calore in 17 cultori dell’antica pratica orientale e 18 persone che non l’avevano mai praticata. Il passo successivo è stata l’analisi della struttura del cervello dei due gruppi con la risonanza magnetica. Oltre a una maggiore capacità di sopportazione in quanti praticavano la meditazione, «abbiamo scoperto una relazione tra lo spessore di alcune aree della corteccia cerebrale e la sensibilità al dolore. Chi si dedicava a questa pratica, in particolare, aveva un maggiore spessore nella corteccia cingolata anteriore dorsale e nella corteccia somatosensoriale secondaria», ha illustrato Grant, che già in un precedente studio aveva analizzato la capacità di sopportare il dolore di adepti zen con più di mille ore di pratica. Era emerso che, mediamente, tolleravano una temperatura di 53 gradi Celsius sulla pelle, con una riduzione della sensibilità del 18 per cento rispetto alla popolazione generale. Continua a leggere

Morgan e San Remo… Non se ne può più.

morganSono certa che Morgan non sia il solo cantante che fa uso di cocaina e sono certa che non sia il solo che ha detto di usarla a un giornalista. Mi domando come mai tutto questo sia accaduto a pochi giorni dall’apertura del Festival di San Remo.

E dunque non se ne può più nemmeno di queste ipocrisie e falsi scoop. Che fastidio e anche un po’ di noia! Non solo perché non credo alle coincidenze e non credo che a Morgan manchino consulenti e professionisti che possano – semmai lui fosse distratto – indicargli cosa e come dire di sé a un giornalista… Fastidio soprattutto che si s-parli di Depressione in questo “malo modo”.

L’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità), riferisce che il “male di vivere” si appresta a diventare una delle malattie più pericolose del ventunesimo secolo. La depressione infatti fa oltre 150 milioni di “vittime” al mondo e, dal quarto posto attuale, passerà al secondo nel 2020 tra le malattie che provocano maggiore disabilità e giorni persi di lavoro. Più del diabete, dell’ipertensione, dell’artrite. Ora stiamo parlando di Depressione. Continua a leggere

CHI ASCOLTA DIMENTICA, CHI VEDE RICORDA, CHI FA IMPARA (detto giapponese)

Riporto un gradevole articolo dalla rassegna dell’OdP nei media, augurando a tutti noi di pensare più positivo e giocare quanto più possibile.

di Gabriella Alleruzzo da Osservatorio Psicologia nei media

Quante volte riceviamo il consiglio di fare le scale anziché prendere l’ascensore o la scala mobile? E quante volte disattendiamo a questo consiglio? L’agenzia DDB di Stoccolma, sponsorizzata dalla Volkswagen Svezia, si è posta questa ed altre domande, partendo dal concetto che il divertimento è il modo più semplice per migliorare il comportamento delle persone e ha creato una campagna di marketing chiamata The Fun Theory. La campagna si fonda su una serie di esperimenti condotti in ambiente urbano in relazione ai quali vengono registrate le reazioni della gente. Nel video che vi presentiamo, una scala della stazione della metropolitana Odenplan di Stoccolma è stata trasformata in un pianoforte gigante, ma sul sito dedicato sono presenti altri due video della campagna, in uno dei quali si vede la gente in un parco raccogliere da terra l’immondizia allo scopo di sentire il suono del bottino per rifiuti “più profondo del mondo” (in realtà si tratta di un dispositivo sonoro che si attiva con un sensore ogni volta che un rifiuto viene gettato nel bottino), nell’altro si mostra come un cassonetto per la raccolta differenziata del vetro, trasformato in un gioco Arcade, possa incentivare la raccolta stessa. A sentir loro, il divertimento “funziona”. Il 66% in più di persone usa le scale, il bottino sonoro raccoglie 72 kg di spazzatura contro i 41 di un bottino normale e il gioco Arcade richiama in una sola serata un centinaio di persone. Continua a leggere

Le fragole ed i mirtilli, amici del cuore e dei diabetici e nemici del colesterolo e del grasso

Il mirtillo aiuta a combattere il colesterolo cattivo e migliora il controllo del glucosio e della sensibilità all’ insulina, riducendo il riscio di malattie acardiache e diabete.

da Omeopataonline di Cristina Bassi

Questo frutto contiene anche acidi grassi e iodio ed è ricco di Vitamine B2, B5, B6, K, rame, calcio, magnesio, ferro, zinco, potassio. Seguire una dieta a base di MIRTILLI è di aiuto per perdere grasso addominale collegato a problemi cardiovascolari e diabete. Secondo uno studio presentato alla conferenza di Biologia Sperimentale 2009, una dieta ricca di mirtilli abbassa i livelli di colesterolo nel sangue mentre migliora il controllo del glucosio e della sensibilità alla insulina, abbassando cosi il rischio di future malattie cardiache e di diabete.

E’ stato anche detto che la dieta è efficace nel sciogliere grasso addominale, che è un importante fattore rischio per condizioni molto serie come le problematiche cardiache. L’elevato contenuto di antocianine in questa frutta, ovvero antiossidanti che si trovano in frutte e verdure pigmentate di scuro, è il responsabile nell’alterare il modo in cui il corpo immagazzina ed usa il glucosio per scopi energetici. I mirtilli quindi, abbassano il rischio di sviluppare diabete. Continua a leggere

Per fare ordine serve… confusione. La mente nel caos trova nuove idee!

disegno di Alberto Ruggieri www.albertoruggieri.net

A tutti noi spesso capita di attraversare dei momenti di confusione, nei quali prendere la decisione giusta sembra un’impresa. Scelte importanti nel lavoro, nelle relazioni e nella vita di tutti i giorni possono trasformarsi in un tormento se non abbiamo abbastanza lucidità. Lo sa bene, per esempio, C. Sullenberger, il pilota della US Airways che lo scorso gennaio, dopo essere decollato da New York ed essersi accorto che il suo aereo era in avaria, ha preso con freddezza l’unica soluzione possibile, la sola che poteva essere giusta: ammarare nell’Hudson. Anche senza ricorrere a questi esempi di eroismo, possiamo d

ire che la lucidità sia un istinto innato in ognuno di noi. I problemi nascono quando a quell’istinto non permettiamo di esprimersi, mettendo in atto dei comportamenti sbagliati.

L’ultimo numero del mensile Riza Psicosomatica tocca proprio il tema della lucidità, sfatando preconcetti e luoghi comuni. Il primo? Quello che, nei momenti di confusione, dobbiamo far ordine nella nostra vita. In effetti nei periodi in cui siamo confusi e irrequieti spesso cerchiamo di proteggere la nostra fragilità isolandoci o imponendoci una vita quanto più regolare possibile, evitando la folla e le occasioni che temiamo possano destabilizzarci. Spesso la ricerca di ordine interiore si riflette nel tentativo di crearci intorno un ambiente pulito e ordinato, quasi asettico.

Questi comportamenti altro non solo che il tentativo di estendere un controllo razionale a tutto ciò che potrebbe turbarci. In questo senso non fanno che rinforzare le ragioni da cui nasce il nostro disagio. La confusione invece paradossalmente può aiutarci.

Il punto è che più ci isoliamo dall’ambiente esterno più ci rinchiudiamo nella nostra testa. Al contrario, quando la confusione regna dentro di noi, dovremmo cercarla anche fuori, senza tentare di combatterla o di risolverla. Continua a leggere