PERDERE PESO CON LA TERAPIA COGNITIVO COMPORTAMENTALE: DATI DALLA RICERCA ITALIANA

Cos’è I’AIDAP e che ruoli svolge?
Il fine di AIDAP è rivolto all’introduzione in Italia di nuovi modelli di cura per l’obesità e i disturbi dell’alimentazione. In particolare siamo focalizzati sull’introduzione della terapia cognitiva comportamentale raccomandata dalle più importanti linee guida internazionali per la terapia dell’obesità e per la bulimia nervosa. Purtroppo sovente, nel nostro paese, si scambia la terapia cognitivo comportamentale con la prescrizione dietetica.

Cosa si intende, quindi per metodo di terapia cognitiva comportamentale dell’obesità?
La terapia cognitivo comportamentale in sostanza insegna al paziente delle strategie per modificare il proprio stile di vita.
Ha quindi un’importante componente educativa atta ad insegnare il modo di alimentarsi, e di svolgere attività fisica per poter perdere e mantenere il peso. Questa terapia ha un approccio decisamente diverso dalla comune prescrizione dietologica, basata su un modello medico prescrittivo che raramente riesce ad intaccare le abitudini comportamentali quotidiane delle persone affette da obesità perché insegna al paziente a diventare un terapeuta del suo problema di peso.
Il modello comportamentale, nato negli Stati Uniti e diffuso in tutto il mondo, viene anche adottato nelle scuole per la prevenzione dell’obesità. AIDAP a tal fine ha introdotto un innovativo programma di prevenzione caratterizzato da un intervento che si svolge sia a livello scolastico, con interventi interattivi che coinvolgono direttamente i giovani, i genitori e gli insegnanti e non solo, sia a livello extrascolastico sull’ambiente in cui vivono gli studenti.
A questo proposito segnaliamo che molte ricerche evidenziano l’inefficacia dell’approccio basato esclusivamente sulla responsabilità individuale e l’educazione. Per tale motivo AIDAP pensa sia necessario implementare un intervento più ecologico, per questo lavoriamo già da anni con i vari ministeri della salute e dell’educazione per cercare di modificare l’ambiente “tossico” che favorisce lo sviluppo dell’obesità. Siamo convinti a tal proposito che sia necessario che i politici emanino delle leggi anche con il coinvolgimento attivo dell’industria alimentare per eliminare i fattori di rischio ambientali che favoriscono lo sviluppo dell’obesità.
L’idea che basti fornire informazioni nutrizionali alle persone perché sviluppino comportamenti alimentari salutari senza un approccio che modifichi l’ambiente, è semplicistica ed errata.

Quali le ultime ricerche effettuate?
AIDAP si è occupata soprattutto dei processi cognitivi psicologici implicati nel fallimento del trattamento dell’obesità.
Le ultime ricerche nel campo riguardano innanzitutto le aspettative di perdita di peso. Abbiamo a tal proposito partecipato ad uno studio osservazionale importante chiamato “Quovadis study” dove è emerso che le aspettative dei pazienti che si rivolgono ai centri pubblici italiani per l’obesità, si aggirano mediamente ad una perdita di peso del 32%. Se consideriamo che la terapia comportamentale dell’obesità determina mediamente un calo di peso del 10%, mentre la terapia chirurgica dell’obesità con il bendaggio gastrico ottiene un calo medio del 15% e il by-pass gastrico dai 20 al 25%, possiamo comprendere come i pazienti italiani abbiano mediamente delle aspettative non realistiche riguardo alla perdita del proprio peso corporeo.
In uno studio seguente abbiamo rilevato che i pazienti con elevate aspettative di perdita di peso interrompono la terapia precocemente. D’altro canto è emerso che se all’inizio della cura si comunica al paziente che la perdita di peso che otterrà non corrisponderà alle sue aspettative, si ottiene un minor calo ponderale perché diminuisce la sua motivazione a perdere peso.
Si stanno studiando quindi degli approcci diversificati che focalizzano il paziente sul calo di peso settimanale e non a lungo termine e che lo incoraggiano, dopo 24 settimane di calo di peso, ad accettare il peso raggiunto e a fare pratica per almeno nove mesi nel mantenimento del peso perduto, il vero problema del trattamento dell’obesità. Dopo nove mesi di mantenimento il paziente potrà valutare l’opportunità di un nuovo calo di peso che dovrà anch’esso essere seguito da una nuova fase di mantenimento.

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